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Pannello radiante: le principali versioni in cartongesso con i relativi vantaggi e svantaggi
Pannelli con circuiti incorporati nel cartongesso
Questa tipologia è la prima che si ho sviluppato ed che ha avuto un ruolo significativo nel diffondere la climatizzazione radiante a soffitto/parete nel mercato. L’attivazione avviene con un serpentino di plastica (normalmente polietilene pex o pert) che viene inserito all’interno della superficie nascosta della lastra di cartongesso previa la realizzazione di una fresatura atta ad accoglierlo. Lo scambio termico avviene direttamente fra il tubo e il cartongesso che, essendo un modesto conduttore di calore, richiede che l’interasse fra i tubi sia piuttosto ridotto per aumentare la superficie di scambio.

Lo spazio utile fra i tubi del serpentino permette l’effettuazione di fori dell’ordine di 2-3 cm, sufficienti per il passaggio delle normali canaline elettriche ma non l’inserimento di faretti se non di dimensioni molto piccole.
La superfice attiva che ogni singolo circuito può poi realizzare non è molto grande in quanto, a causa dell’interasse contenuto, la lunghezza del circuito è limitata dalle perdite di carico; tutto ciò determina un aumento del numero delle connessioni con i relativi ingombri, potenziali criticità e tempi di installazione.
Va detto inoltre che la fresatura annulla le certificazioni di cui dispone la lastra (es. resistenza al fuoco), rende la lastra più debole, rende più critica l’applicazione di ganci/tasselli in particolare a parete.
Può anche apparire la soluzione più economica ma, a conti fatti e tenendo conto di tutti i suoi limiti, sicuramente presenta il rapposto qualità/prezzo più basso.
Pannelli a velo d’acqua
La resa termica di un pannello radiante dipende fondamentalmente dall’uniformità della temperatura sulla sua superficie e in questo la tipologia a velo d’acqua è senz’altro la più performante. Per realizzare questo tipo di flusso idraulico sono necessari scambiatori del tipo a piastra che normalmente sono realizzati in plastica, stampata o estrusa.
La resa potenzialmente elevata è però l’unico vantaggio in quanto questa soluzione porta con sé alcune importanti limitazioni:
- impossibilità di effettuare fori all’interno del pannello
- costo elevato
- montaggio complicato
In pratica la soluzione trae maggior vantaggio solo quando la superficie della lastra è lasciata a vista ed è quindi proposta in modo modulare diventando un vero e proprio disegno che, nei giusti contesti e con le giuste finiture superficiali, può fornire un positivo effetto architettonico. Rappresenta quindi una soluzione di nicchia, sicuramente valida solo nei suoi specifici contesti.

Pannelli a serpentino con scambiatore in alluminio
Può essere definita la soluzione dell’equilibrio in quanto, pur mantenendo la circuitazione a serpentino, grazie allo scambiatore in alluminio permette di aumentare di molto l’interasse fra i tubi lasciando ampio spazio all’inserimento di faretti e di molti altri dispositivi che spesso sono presenti nel soffitto (sprinkler, altoparlanti, bocchette, sensori, ecc.).
La maggior superficie attiva realizzata da ogni singolo circuito consente di ridurre il numero delle connessioni semplificando il montaggio.
Si tratta quindi di una soluzione versatile che sa coniugare al meglio le esigenze architettoniche con quelle dell’installazione, quelle prestazionali e quelle economiche in un giusto equilibrio architettonicamente vantaggioso.

- Pubblicato in: Newsletter
- Data di creazione: 17/05/2018
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