FAQ
Termotecnici
1. Fino a che altezza possono funzionare i pannelli radianti?
Risposta breve: A qualsiasi altezza
Risposta lunga: Trattandosi di radiazione infrarossa non è la distanza di cui si deve tenere conto ma delle dispersioni; entrambe si compensano con la temperatura del fluido e con la superficie. In ogni caso sono state realizzate applicazioni perfettamente funzionanti fino a 12 m di altezza.
2. Servono portata d’acqua molto elevate?
Risposta lunga: Radius ha un range di portata ampio, puoi dedurlo dal diagramma della scheda tecnica. Nel campo di variazione centrale (colore blu) la variazione della resa è ≤ 10% per cui un dimensionamento delle linee e delle pompe che privilegiasse il risparmio impiantistico non penalizzerebbe molto la resa. Naturalmente si avrebbe una variazione del salto termico.
3. Non c’è pericolo che i tubi si intasino?
Risposta breve: No
Risposta lunga: Radius è completamente realizzato con tubi provvisti di barriera all’ossigeno al fine di ridurre il pericolo di formazione di fanghi. In ogni caso è sempre buona norma generale l’installazione di un filtro a Y e di un degasatore oppure di un trattamento del fluido termovettore con adeguati additivi antialga e/o filmanti.
4. Come si bilanciano i circuiti?
Risposta breve: Radius è completamente autobilanciante e non richiede taratura dei circuiti sui collettori di distribuzione tranne in casi molto particolari quando convivono circuiti con adduzioni molto lunghe e molto corte.
5. Quanto consumo di meno?
Risposta breve: 40%-50%.
Risposta lunga: Il risparmio energetico deriva da fattori che attengono la fisica generale dell’applicazione e il cui approfondimento viene rinviato ad altri documenti più esaustivi, in particolare il libro Architettura Radiante ma anche alle specifiche caratteristiche tecnologiche dei diversi componenti del sistema che ne ottimizzano al meglio le performance.
Idraulici
1. Sono affidabili tutti quei raccordi?
Risposta breve: Sì.
Risposta lunga: Il sistema di raccordi Radius è caratterizzato da tenute a O-ring in EPDM a triplo anello ed in grado di mantenere nel tempo le proprie caratteristiche di tenuta anche perché sono dimensionate per sfruttare solo il modulo elastico del materiale e non quello plastico. Inoltre il particolare sistema brevettato di trattenuta con graffetta deformabile rende praticamente impossibile lo sfilamento.
2. Ma il caldo non va su?
Risposta breve: No, solo l’aria calda va su per convezione naturale
Risposta lunga: La cultura tradizionale basata sull’aria ci ha abituato a confondere il calore con l’aria calda. Il calore in realtà è una vibrazione delle forze fondamentali di natura che si manifestano sia nelle particelle di materia che nelle onde elettromagnetiche. Molto semplicemente, quando siamo sotto il sole, sentiamo il calore venire giù; ciò che arriva sono onde elettromagnetiche che vibrano prevalentemente nella frequenza dell’infrarosso e della luce.
3. Per evitare la condensa devo deumidificare?
Risposta breve: No.
Risposta lunga: E’ importante chiarire un equivoco in cui cadono molti a causa dell’errato approccio che negli anni passati diversi concorrenti hanno portato avanti per scarsa conoscenza dei principi che regolano l’applicazione del raffrescamento radiante. Il fenomeno della condensa superficiale in un pannello radiante non va controllato eliminando l’umidità dall’aria (azione che invece è necessario fare per le esigenze di confort) ma adeguando la temperatura del pannello all’umidità presente. A ciò deve provvedere la regolazione che, se evoluta, con sonde ambiente rileva il valore istante per istante e elabora una temperatura di mandata adeguata alla condizione del momento. .
Architetti
1. Cosa succede in raffrescamento se in un ambiente entrano improvvisamente molte persone?
Risposta lunga: Il sistema, se correttamente progettato, ha la capacità di adeguarsi a queste condizioni transitorie molto bene in quanto è l’azione combinata dei sensori di temperatura operante e di umidità con quella radiante sulle masse dei pannelli e quella delle unità trattamento dell’aria che garantisce tale obiettivo.
2. Quali sono i vincoli per i corpi illuminanti?
Risposta breve: Pochi.
Risposta lunga: Va innanzi tutto precisato che il pannello Radius occupa di norma dal 40% al 60% della superficie del soffitto per effettuare un climatizzazione completa caldo/freddo. È quindi facile ottenere spazi tecnici, anche ispezionabili, per altre funzioni. RADIUS è poi il pannello che rende possibile effettuare passaggi attraverso il proprio circuito idraulico più di qualunque altro pannello grazie allo spazio utile disponibile per i punti luce e inserire faretti fino ad un diametro massimo di 88 mm (vedi scheda tecnica generale).
3. Il raffreddamento ed il riscaldamento fanno fessurare le superfici?
Risposta lunga: L’attivazione energetica introduce un fattore di dilatazione che, anche se molto modesto, può evidenziare le mancanze di una buona esecuzione dell’installazione. A maggior ragione quindi è necessario che la posa in opera sia effettuata da personale esperto, che conosca e applichi tutti gli accorgimenti che caratterizzano una corretta realizzazione di superfici in cartongesso; in particolare giunti di dilatazione, siliconature o scuretti perimetrali, stuccature ben eseguite e con materiali di qualità, sono la migliore garanzia per evitare questo genere di problemi (vedi scheda tecnica cartongessista).
Utenti
1. Che garanzia ho?
Risposta lunga: Una polizza RC prodotto decennale, una garanzia quinquennale per i pannelli radianti, ...e la grande esperienza di Roberto Messana.
2. Posso fare fori?
Risposta breve: Si.
Risposta lunga: I fori per tasselli vanno realizzati con punte da muro e trapano fatto girare a bassissima velocità. Ciò permette di riconoscere la eventuale presenza di un tubo senza forarlo. In caso di foratura accidentale il tubo può essere riparato con giunti ad innesto rapido da 8 o da 16 acquistabili sul sito ma anche facilmente reperibili sul mercato.
3. In quanto tempo raggiunge la temperatura di confort?
Risposta breve: Pochi minuti.
Risposta lunga: Per ambienti mediamente a regime nei quali viene effettuata una semplice programmazione oraria i tempi di riallineamento al set ambiente variano da 5 ai 20 minuti. In caso di chiusure più prolungate il riallineamento naturalmente può richiedere un tempo maggiore ma ha il vantaggio di avvenire in modo uniforme e in ogni caso con una velocità uguale o maggiore a quella di una tradizionale sistema ad aria..