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CONCLUSIONI
Speriamo con questa carrellata di post di aver contribuito ad una migliore conoscenza delle diverse tipologie di condizioni che si creano in ambiente a seconda del tipo di impianto usato. Abbiamo visto che ogni impianto produce un profilo caratteristico che è un po’ il suo DNA anche se poi si enfatizza o si riduce a seconda della bontà dell’involucro. L’abbigliamento può poi correggere i limiti delle specifiche combinazioni ma limitando anche la propria libertà espressiva (ma è proprio un problema?).
In edifici disperdenti che si voglio riqualificare la soluzione a soffitto si dimostra la più interessante in quanto di più facile applicazione ed inoltre migliora anche l’involucro, ed è molto più performante in raffrescamento.
In edifici in classe A e oltre, anche se il riscaldamento a pavimento offre teoricamente il massimo è però di difficile regolazione e pochissimo superiore al quasi massimo dell’impianto a soffitto che, in compenso, è il massimo in raffrescamento che, in questo tipo di involucro, è la funzione più importante.
E quello ideale?
Abbiamo visto che il profilo dell’aria non esprime tutto per cui parlare di uno ideale è un po’ riduttivo; ciò che in realtà conta è l’uniformità di distribuzione e l’assenza di movimenti d’aria forzati.
Appare comunque chiara con forza la superiorità dei sistemi radianti rispetto a quelli tradizionali ad aria.
- Pubblicato in: Profili termici
- Data di creazione: 20/04/2017
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